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Fin
dalla prima traccia i Lazy Bums ci riportano con forza ad un’atmosfera
cara agli amanti del rock anni 70’; sembra di tornare indietro ascoltando
un hard-rock-blues alla Jimi Hendrix, giri di chitarra alla Led Zeppelin e
voci alla Deep Purple. Le
chitarre, rigorosamente “americane”, non rimangono aggrappate
esclusivamente ai suoni di Woodstock, si sforzano invece di vestirsi di
patine punk’n’roll, finendo per ricadere in assoli interminabili. Belle
anche le ballate, su tutte “Shades”, e i sanguigni rock’n’roll come “This
is my blues” e “Space mountain”. I nostalgici saranno entusiasti dei Lazy Bums, chi non ama i loro canoni di riferimento li troverà poco originali o addirittura noiosi, ma di certo non si può negare che questi ragazzi abbiano talento e possano aspirare ad essere qualcosa di più che un gruppo “freak”, e magari spingere alla riscoperta della vere radici delle varie sfaccettature del rock contemporaneo... Stefano Bernardi |